lunedì 31 agosto 2015

Recensione: "Z for Zachariah" (film)



TitoloZ for Zachariah
Regia: Craig Zobel
Cast: Margot Robbie, Chiwetel Ejiofor, Chris Pine
Anno: 2015

"Dopo un'apocalisse nucleare, una giovane donna di nome Ann Burden si ritrova a dover sopravvivere da sola in una piccola cittadina americana. Mentre teme di essere rimasta la sola superstite della razza umana, scopre un'altra presenza: uno scienziato, quasi folle per via dell'esposizione alle radiazioni e della disperata ricerca di sopravvissuti. I due provano a farsi forza l'un l'altra, ma quando uno straniero entra nella valle, il loro precario legame comincia a vacillare."


"Z for Zachariah" è un film di genere drammatico/thriller ad ambientazione post-apocalittica, diretto dal regista americano Craig Zobel e prodotto da  Tobey Maguire, che nei piani originari avrebbe dovuto comparire anche nel ruolo di attore.
La storia è tratta da un romanzo di fantascienza dello scrittore Robert C. O'Brien, che ha firmato anche diversi celebri libri per ragazzi (suo è, ad esempio, il racconto che ha ispirato il celebre film d'animazione "Brisby e il segreto di NIMH".

Ad ogni modo,  lasciate che ve lo dica, "Z for Zachariah" è un film distopico molto, molto particolare, in un'accezione del termine che considero positiva.
Più che sull'azione o sul disastro nucleare in se', la sceneggiatura preferisce infatti focalizzare l'attenzione sui sentimenti e sulla vulnerabilità dei personaggi, giocando sulle atmosfere e affidandosi alle interpretazioni di tre attori pienamente all'altezza delle aspettative: la solare Margot Robbie (che io personalmente ritrovo sempre con piacere), il pacato Chiwetel Ejiofor ("12 anni schiavo"), e l'esuberante e biondissimo Chris Pine ("Star Treck", "Into the Woods").
Un cast formato da soli tre nomi, i quali si rivelano tuttavia perfettamente in grado di assolvere il difficile incarico assegnatogli dal copione: lasciar trapelare tutta la tristezza, la rabbia, lo sconforto e la disperazione seguiti a una fine del mondo radioattiva cui noi spettatori non assistiamo direttamente, ma della cui gravità e ineluttabilità non arriviamo a dubitare mai.

L'apocalittica premessa si rivela dunque il teatro necessario alla messa in scena di un dramma vecchio come il mondo, non appena lui, lei e l'altro si ritrovano confinati all'interno di questa paradisiaca, verde valle rigogliosa, potenzialmente fertile e ricca di risorse; un'oasi e una promessa di rinascita, che i tre fanno fin troppo presto a corrompere, involontariamente, con l'implacabile erosione di innocenza compiuta giorno dopo giorno da passioni a stento trattenute.

Il ritmo del film è lento, riflessivo, attentamente calibrato; giochi di sguardi e battute sussurrate a fior di labbra ne scandiscono l'inevitabile progressione verso un epilogo che lascia parecchie questioni in sospeso.
I primi quaranta minuti del film, a onor del vero, quelli durante i quali vediamo Ann e il suo cane ingegnarsi per sopravvivere in un mondo spoglio e desolato (questa parte mi ha fatto molto pensare al bizzarro e interessante  "Die Wand - The Wall" di Julian Pölsler...) , salvo poi incontrare John e cominciare a instaurare una difficile e goffa relazione umana con lui, rappresentano per me i momenti più efficaci e commoventi del film.
Credo che riescano a esserlo soprattutto perché scevri da quella necessità di comunicare un messaggio a tutti i costi, quella svolta dalle sfumature bibliche e un po' filosofico-morali che vuole indurci a schioccare la lingua e a pensare: "Ecco... anche alla fine del mondo, le persone sono sempre persone. Che la violenza e l'istinto del possesso costituiscano una parte ineluttabile della nostra natura?"

Il personaggio interpretato da Chiwetel Ejiofor, l'introverso ingegnere militare John, è secondo me il più complesso, interessante e sfumato.
Ne ho apprezzato debolezza, determinazione e consapevolezza, così come ho trovato interessante il contrasto di vedute fra lui, ateo e materialista convinto, e la dolce Ann, sempre così spirituale e votata a un senso di indiscussa gratitudine verso l'alto dei cieli.

L'entrata in scena di Caleb, il suo inserimento e le dinamiche che lo inducono a interessarsi a Ann, mi sono sembrate invece abbastanza frettolose e forzate.
Una sorta di minaccia calcolata, una presenza destabilizzante che ha il potere di dimostrare una tesi, di propagare il dubbio, minare la fede, tentare di evocare lo spettro antico di un certo serpente e di una certa leggenda.
Proprio nel momento in cui il terzo vertice del triangolo cui si accenna nella sinossi è stato introdotto, ho cominciato mio malgrado ad avvertire un brusco calo di interesse; non appena l'ho visto piombare sulla scena, ho intuito dove la trama sarebbe andata a parare, e ho intravisto il messaggio fra le righe con la chiarezza luminosa di un neon lampeggiante.
Adesso succederà questo, poi quello e anche quell'altro... 
Con mio sommo disappunto, ci avevo preso con eoni di anticipo, e chi mi conosce sa che questo è un difetto che non sono disposta a perdonare con facilità: l'assoluta incapacità di cogliermi alla sprovvista, da parte di uno sceneggiatore.

Il finale, invece, secondo me non è affatto malvagio.
Enigmatico e suggestivo quanto basta, anche se il film si interrompe proprio nell'attimo di massima tensione.
Abbastanza da farmi allontanare dallo schermo piena di domande, curiosità, ansia e tribolazione.
Abbastanza da farmi mordere le mani, perché, accidenti... diamine, se non mi sarebbe piaciuto saperne di più!
Ottenere più risposte.
Vedere di più.
Zobel, da questo punto di vista, si rivela molto crudele con i suoi spettatori. Quasi sadico, a dire il vero.
Eppure è stata proprio questa sua scelta a rivelarsi vincente.
Il dubbio, il mistero, la reticenza, sono parte integrante di ciò che rende "Z for Zachariah" un buon film di genere, secondo me.
Senza questi ingredienti fondamentali, e senza un terzetto di bravi attori a supportare il progetto, magari non sarebbe stato altro che un dozzinale filmetto romantico in salsa fantascientifica, o poco più.

Giudizio personale: 7.0/10





18 commenti:

  1. l'avevo anche io notato nella lista del Sundance, me lo hai reso ancora più interessante...

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    1. Spero che lo guarderai. Ha dei difetti, sicuramente, ma è un film molto originale! ^____^

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  2. Un distopico introspettivo è sempre il benvenuto, me lo segno!! Peccato per la prevedibilità, anche a me non va molto giù quando intuisco il finale troppo presto!!

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    1. Non c'è nulla di più odioso, vero?! :P
      Però in questo caso la visione vale comunque la pena, secondo me: la sceneggiatura è valida, e i tre attori protagonisti sono decisamente in gamba! :D

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  3. Il Sundance non sbaglia mai, quindi segno, segno ;)

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    1. Non vedo l'ora di scoprire le tue opinioni! ;D

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    2. Mi piace il Sunadance, mi piacciono i suoi ritmi lenti, ma questo film l'ho trovato abbastanza inutile, sinceramente. Né carne, né pesce, né dramma, né thriller. Eppure il triangolo poteva essere interessante. Invece ci sono tre soli protagonisti e, paradossalmente, non si sa nulla di loro. E poi 'sto Zachariah chi diavolo è? :D

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    3. Non dirlo a me: ho dovuto fare fior fiore di ricerche su internet, per decifrare il titolo ahaha! :P
      Comunque pare che, nel romanzo di O'Brien, Ann abbia dichiarato di aver imparato a leggere su un libro che diceva "la A sta per Abramo". Così lei teneva sempre bene a mente che Abramo era il primo uomo. La Z, in questo suo libro, invece stava per "Zacharia", appunto... così lei ha imparato ad associare quel nome col concetto opposto, e Zacharia è diventato l'ultimo uomo! ;D

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  4. Non l'avevo mai sentito :O
    Comunque sembra interessante, soprattutto la parte iniziale in cui ci sono lei e il cane, scommetto che mi piacerebbe xD

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    1. Scommetto anch'io. Poi anche John è un bel personaggio, sono quasi sicura che ti andrebbe a genio anche lui! ;D

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  5. Un film che mi incuriosisce!
    Anche San ChrisPine mi incuriosisce ;)

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    1. Ahaha immagino! :P
      E' un film interessante, e Pine ha un ruolo moooolto importante! ;D

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  6. la citazione scritta dal critiko qui sopra la trovo perfetta . : "Ecco... anche alla fine del mondo, le persone sono sempre persone. Che la violenza e l'istinto del possesso costituiscano una parte ineluttabile della nostra natura?"

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    1. Jesus, mio buon amico sconosciuto...
      Ho commesso un orrore grammaticale? Vuoi vedere che adesso vado a chiudermi nell'angolino della vergogna e piango fino a rimetterci gli occhi? XD

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  8. Non si trovano tante recensioni per questo film, mi viene da dire che l'abbiano visto in pochi. E anche i dati del box office lo confermano.
    Io l'ho visto recentemente e finalmente ne ho trovato una che ne parla approfonditamente.
    A me è sembrato un buon film mancato, quasi che il regista abbia avuto il timore di approfondire troppo le tematiche inserite.

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  9. Tutto sommato un bel film... anche se la scelta della protagonista, per quanto sia essa bella e brava, non è credibile. In realtà la protagonista doveva essere una ragazzina di 16 anni (la frase detta da Caleb: "Dimostra più dei suoi anni" non è stata detta a caso) e questo giustificherebbe la riluttanza di Lumis di avere un rapporto sessuale con la sua bella inquilina... altrimenti quel gesto, proprio non si comprende.

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